L’austerità e la verità sul debito pubblico

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Perché un articolo sul debito pubblico in un blog di controllo di gestione? Perché senza liquidità è inutile fare controllo; se non avete soldi la vostra azienda fallirà. E’ vero che il debito pubblico toglie ricchezze ai nipoti privandoli dei soldi in futuro e che gli italiani hanno vissuto sopra le loro possibilità?

 

Stampare moneta

Perché uno stato sovrano, non si stampa da solo la sua moneta? Esiste una logica, una legge “naturale” in questo?

Cominciamo con mostrare l’ovvietà della partita doppia. Se lo stato spende, i privati (dipendenti o fornitori ) incassano. Se lo stato spende più di quanto incassa con le tasse (cioè spende a deficit)  i privati si ritrovano con più soldi in tasca. I privati sono persone, famiglie, aziende e anche banche.

Se lo stato stampa moneta, i privati incassano i soldi. Come? Versandoli in banca. A questo punto bisogna chiedersi: come vengono contabilizzati i depositi bancari nella contabilità bancaria? E’ semplice: sono passività nei bilanci bancari. In questo modo aumentano le passività e le banche non ne sono contente.

Non tanto perché vanno fallite (mettono in contropartita altro conto in bilancio) ma perché si ritrovano con la raccolta (depositi) che non si trasforma in impieghi che fruttano interessi. In altri termini a chi prestano i soldi se i soldi che sono in giro nell’economia li ha già creati lo stato? Invece comprando i titoli con i soldi che lo stato ha stampato possono avere un interesse attivo (quindi un guadagno) anche minimo.

Di contro questo significa che l’eccedenza di soldi in mano ai privati (banche o altri) trova un’allocazione fruttifera di interessi. I privati comprano i titoli dello stato e ci guadagnano perché i titoli fruttano un interesse.

Inoltre, aggiungiamo, che nel momento in cui ci sono più soldi in giro, la gente spende di più e l’economia cresce, ma anche l’inflazione cresce e i risparmi valgono meno.

In conclusione se lo stato stampa moneta e contemporaneamente emette titoli da vendere, i privati che incassano i nuovi soldi della spesa pubblica avranno il vantaggio di avere un titolo con interesse in cui salvare i propri risparmi dall’inflazione e così faranno le banche e altri investitori.

Si comincia ad intravedere l’utilità principale del debito pubblico, ma continuiamo perché le cose si fanno ancora più interessanti.

 

Il tasso di interesse

Esiste un altro motivo valido che rende utile l’esistenza del debito. I titoli del debito pubblico hanno un tasso di interesse la cui regolazione è forse anche più importante di stampare moneta. Infatti sul quel tasso si basano gli altri tassi che le banche applicano alla clientela per avere il loro guadagno.

E non solo…ci sono anche altri effetti: per esempio alti tassi sui titoli del debito, mantenuti per lungo tempo, rendono i titoli di stato appetibili e questo (come avvenuto in Italia dal 1981 in poi) fa si che sia più conveniente investire in titoli che in attività produttive. Risultato: la produzione industriale scende, la disoccupazione sale…

Parlando del tasso dovrei chiarire la differenza tra sostenibilità e solvibilità del debito pubblico ma sul tasso ci sono veramente tante cose da dire, meglio quindi finire qui.

 

Il vero ruolo delle banche

In tutto questo le banche hanno un ruolo fondamentale. Bisogna sapere infatti che le banche non prestano i soldi dei clienti (ovvero non solo) ma creano moneta in base ad un rapporto con i depositi. In banca i soldi non ci sono, sono tutti prestati, sono in giro la fuori, in mano ai privati.

La maggioranza della moneta che usiamo è bancaria non l’ha stampata lo stato. I depositi bancari sono considerati passività nella contabilità bancaria perché sono impegni a restituire, a richiesta, le somme versate dai clienti.

Lo stato non perturba questa fatto e quindi si rivolge al mercato per un prestito offrendo titoli. Chiedendo soldi prima alle banche e ai cittadini che alla sua banca centrale, si adegua all’andamento reale dell’economia, accaparrandosi l’eccesso di liquidità.

L’Italia prima del 1981 si finanziava andando prima a chiedere prestiti alle banche, così facendo drenava il risparmio in eccesso, ovvero utilizzava la capacità degli istituti di credito di creare moneta attraverso il credito e solo dopo interveniva la Banca d’Italia. Questa manovra serviva per utilizzare moneta in eccesso che non sarebbe affluita agli investimenti o per fini sociali.

Quando le banche non comprano tutti titoli all’asta, perché non ne hanno bisogno in quel momento, li compra la banca centrale che stampa moneta; lo stato spende quella moneta che torna così alle banche che ricompreranno i titoli dalla banca centrale quando si ritroveranno un’eccedenza di moneta inutilizzata.

 

La sovranità monetaria

Da tutto quanto sopra esposto in modo breve ne consegue che uno stato che controlla la sua moneta non può fallire su debiti denominati nella moneta che emette, semplicemente perché la emette. Invece uno stato che non emette la moneta che usa (come l’euro) rischia il fallimento e deve rimediare i soldi dalle tasche dei cittadini per “ripagare” debito e interessi sul debito.

Con la sovranità monetaria i nipoti non pagano, nessuno vive sopra le sue possibilità, i “sacrifici” non sono necessari perché non ci sono colpe del passato da espiare sull’altare di nessuna divinità economica.

Al contrario i nipoti ereditano la ricchezza, il debito pubblico non esiste, esiste il debito dello stato per l’ovvia ragione che il pubblico ha un credito, che a scadenza viene sempre pagato.

La medaglia ha due facce, la partita è doppia.

 

La partita doppia, come avviene l’emissione monetaria

La partita doppia funziona in base al principio dell’equivalenza matematica, nessun termine è ignoto. Ho già esposto questo principio in un mio post di controllo di gestione

Il ministero del tesoro ha un conto presso la banca centrale, le banche hanno un conto presso la banca centrale. Tutto è registrato in quei conti, in partita doppia.

La moneta è creata dal nulla e il debito anche; il debito a scadenza è rimborsato, con soldi o con altri titoli. Lo stato non può fallire. Il debito serve per allocare il risparmio, influire sull’economia per fare manovre di politica economica, che a loro volta, sono messe in atto da chi è stato votato dai cittadini.

Le leve della macroeconomia sono la spesa pubblica, la tassazione, il tasso di interesse, il valore della moneta nel commercio con l’estero (svalutazione, rivalutazione). Se non controlli la moneta non puoi agire sulle leve, puoi solo aumentare le tasse, tagliare le spese, per trovare le coperture e “fra quadrare i conti” che invece devono essere squadrati per avere la crescita.

 

 

Separazione dei poteri

Molti obiettano (per ignoranza o mala fede) che se la banca centrale non fosse indipendente ma in mano ai politici questi spenderebbero producendo inflazione o svalutazione. No. I poteri dello stato sono quattro: legislativo, esecutivo, giudiziario e monetario.

Di quest’ultimo non si è mai parlato (nemmeno nelle università) quindi chi ne ha volto trarre profitto ha ridotto la sovranità degli stati e raccontato balle ai cittadini. Un certo grado si separatezza ci deve essere (e c’è sempre stato), come in tutti i poteri dello stato, ma l’indipendenza di una banca centrale implica la dipendenza della stessa dalla finanza e il prolasso della democrazia.

 

Come viene gestita la cosa in pratica?

Ogni stato ha trovato il suo modo di gestire i principi che ho esposto sopra. La verità rivelata non esiste. Per approfondire allego un paper dove l’economista Stephanie Kelton illustra come opera la Fed americana e un articolo in cui invece si spiega come si finanziava lo stato italiano prima del 1981.

Ma prima, due filmatini, in cui il premio nobel per l’economia Joseph Stiglitz, parla del default sul debito sovrano. Li inserisco perché io sono nessuno, men che meno un economista ma solo un controller e una persona curiosa.

Spero solo che la gente capisca al più presto l’illusione dell’austerità e l’assurdità dei pareggi di bilancio, giustificati con il senso di colpa tra le generazioni e la fobia dell’inflazione (che meriterebbe un post a parte).

Ad Maiora.

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