La moneta complementare, un aiuto contro la crisi

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Le monete complementari servono ad avere più liquidità e più sicurezza negli scambi. Esistono in tutto il mondo e sono una risorsa. Scopri questo uovo di Colombo utile per la tua attività.

Che cos’è la moneta complementare? Serve? Conviene?

SI

Ho scritto questo articolo prendendo spunto dal video, del Prof. Massimo Amato, esperto in materia e che riporto alla fine.

Comincio le pubblicazioni su questo blog da un argomento che non è di controllo di gestione ma, se vogliamo, è ad esso connesso.

Senza liquidità infatti, misurare costi e ricavi come si fa nel controllo di gestione, non serve a nulla perché dentro alla più bella delle automobili occorre pur sempre metterci la benzina. E la benzina sono i soldi.

Quando non c’è liquidità in giro (a causa diversi motivi macroeconomici) si parla di trappola della liquidità e quando c’è questa trappola, ognuno tende a salvarsi; “non si collabora gli uni con gli altri e si instaura una vera e propria guerra per la liquidità” (J.M.Keynes).

“La crisi” economica oggi

Perché oggi “c’è crisi?” Possiamo constatare che c’è crisi quando non circolano abbastanza soldi con tutte le conseguenze del caso (fallimenti, salari bassi, indebitamento maggiore, espropri, suicidi per insolvenza, ecc…).

Ecco però la buona notizia. Se non ci sono soldi i privati possono inventarseli, creando una moneta complementare.

Un esempio si trova in Svizzera dagli anni 30 con il famoso WIR di cui c’è addirittura una banca e in Italia un esempio di successo è rappresentato dal Sardex. Nel Lazio (la mia regione) c’è il Tibex. E altre monete complementari in diverse regioni italiane che si basano sull’esperienza felice del Sardex.

Una moneta senza difetti di circolazione o inflazione

La moneta complementare non si sostituisce a quella ufficiale e vale quanto quest’ultima.

Per creare una moneta complementare utile ed efficace bisogna gestire due cose:

  1. Criteri di emissione e controllo della circolazione.
  2. Rapporto con l’euro (o altra moneta ufficiale).
Scarsità e valore della moneta

La moneta non deve accumularsi ed essere risparmiata (così da divenire scarsa) e non deve essere convertibile in euro. Le due cose sono connesse e riguardano effetti che si intrecciano tra loro. Vediamoli.

Non cumulabile. Serve una nuova moneta senza inflazione perché la moneta ufficiale c’è, ma non circola abbastanza e per questo c’è crisi, ma tutto ciò significa, che non occorre aumentare la quantità di moneta, bensì la sua velocità di circolazione.

Come si fa a capire allora quale è la quantità giusta che deve essere in circolazione? Semplice, la quantità giusta dipende anzitutto dalla capacità di creare moneta quando serve e di distruggerla quando non serve più.

Per ottenere questi effetti si “innesta” la moneta sul ritmo degli scambi.; sono gli scambi cioè che creano la moneta (creazione endogena della moneta). In questo modo la quantità  sarà funzione della domanda.

Questo processo avviene molto bene se viene eseguito e controllato dentro una “camera di compensazione”. Cioè un organismo (associazione) che ha uomini e mezzi per monitorare il processo e che funziona come una sorta di banca.

Si tratta di un organismo finanziario che tiene i conti dei suoi associati, tracciando le transazioni in moneta complementare. Gli associati alla camera di compensazione fanno parte di un “circuito” di operatori (e privati) che utilizzano moneta complementare.

La stanza di compensazione, il cuore della moneta

A ogni atto di vendita corrisponde una creazione di moneta e ad ogni atto di acquisto corrisponde una distruzione di moneta. Sto parlando di scambi multilaterali.

Detto altrimenti, posso usare i miei crediti per pagare i miei fornitori che aderiscono al circuito o fare altri acquisti presso altri operatori che non conosco ma che appartengono sempre allo stesso circuito della stanza di compensazione.

In questo modo tutti transano con tutti (multilateralità), cash e senza dilazioni. Gli associati si fanno credito l’un l’altro, la moneta viene creata dal nulla, il pagamento chiude la transazione distruggendola, il saldo è zero.

Come detto sopra la moneta complementare non si sostituisce a quella ufficiale ma si somma ad essa. Chi aderisce al circuito, tuttavia, deve sapere se potrà spendere i suoi crediti quindi deve conoscere gli altri operatori della camera di compensazione (e questo è uno dei compiti dell’associazione).

La moneta complementare è un aiuto contro la crisi che si affianca alla normale liquidità e la rafforza ma non la sostituisce.

I vantaggi della moneta complementare

La moneta complementare ha bisogno di tre cose:

  1. Unità di conto
  2. Associati
  3. Territorio

La non convertibilità rende la camera di compensazione una camera a tenuta stagna.

Il denaro non va accumulato e la non convertibilità è un disincentivo all’accumulo e un incentivo alla circolazione. L’accumulo dei crediti nella camera di compensazione è quindi inutile e infruttifero (senza interessi).

Addirittura chi ha troppi crediti potrebbe pagare anche un interesse per essere spinto ad acquistare da altri e spendere così i suoi crediti.

La non convertibilità inoltre è un rafforzamento per mantenere la moneta nel territorio.

In conclusione ci sono dei vantaggi che si possono riassumere così:

Credito a buon mercato: l’associato paga una quota per il funzionamento della camera di compensazione (personale e mezzi) ma non paga per nulla per gli interessi come fa con la banca.

I soldi in tasca subito: incassi e pagamenti sempre immediati e non differiti, quindi aumento della liquidità, nessun esborso di euro, nessun versamento iniziale in euro.

Niente speculazione: la parità uno a uno con la moneta ufficiale e la non convertibilità garantiscono la complementarità. Al contrario si sarebbe sostituzione, concorrenza. Si formerebbe quindi un mercato secondario, la formazione di un prezzo e tutti effetti collaterali speculativi da evitare.

Meno debito bancario: riduzione del fabbisogno in euro quindi meno indebitamento bancario perché compro le mie forniture con le mie vendite senza differimenti e asimmetrie nello scambio.

Clienti più affidabili per le banche: le banche sono in parte sollevate dall’onere finanziario tradizionale, dunque il sistema bancario si ritrova con clienti più affidabili che hanno una maggiore leva finanziaria.

Vantaggi per i lavoratori: i lavoratori possono essere pagati, in parte, in moneta complementare che poi rispendono sul territorio rafforzando la presenza della moneta stessa e delle aziende che la usano sul territorio stesso, contrastando così la disoccupazione che deriva dalla depressione dei consumi, dovuta a scarsità monetaria e quindi a contrazione della produzione. In questo modo i lavoratori sostengono l’economia locale nel medio periodo del loro territorio.

Altri vantaggi potrebbero essere nuove relazioni sindacali e una ri-specializzaizione del settore bancario ma penso personalmente che questi altri due vantaggi possano evidenziarsi solo con un uso diffusissimo in molti territori.

Sicuramente le monete complementari, se ben fatte, sono una aiuto contro la crisi.